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martedì, 10 novembre 2009
Tra le parole giapponesi a una mora (hàku 拍) più utilizzate, ce ne sono alcune che cambiano di significato a seconda del loro accento. Le quattro più ricorrenti sono le seguenti:
【気】
ki sentimento, sensazione; stato mentale, ecc.;
- 変な気がする。
Hèṇ na ki ga suru.
Mi sembra strano.
kì aria; energia;
- 山の気を吸う。
Yamâ no kì wo suu.
Respirare l'aria di montagna.
【具】
gu pesce, carne, verdure ecc, usati nelle zuppe o da mangiare con il riso;
- 具の多いみそ汁
Gu no òoi/oòi mîso-shìru.
Una zuppa di miso ricca di ingredienti.
gù mezzo utilizzato per raggiungere un determinato scopo;
- 政争の具に使われる
Sēsō no gù ni tsukawareru.
Venir utilizzato per fini politici.
【背】
se schiena;
- (に)背を向ける。
(...ni) se wo mukeru.
Dare la schiena (a...).
sè altezza;
- 背が高い。
Sè ga takài.
Essere alto.
【日】
hi sole; giorno (contrario di notte); giornata (quando non è accompagnato da qualificatori);
- 日が昇る。
Hì ga noboru.
Il sole si leva in cielo.
- 日が長くなる。
Hi ga nàgaku nàru.
I giorni si allungano.
- ずいぶん日が経った。
Zùibuṇ hi ga tàṭta.
Sono passati parecchi giorni.
hì dì (giorno e notte); giornata (quando accompaganto da qulificatori); caso;
- 日に三度飯を食う。
Hì ni sàṇdo meshì wo kùu.
Mangiare tre volte al giorno.
- 遠い日の思い出。
Tooi hî no omoide.
Ricordi di giorni lontani.
- そんなことを言った日には大変だ。
Soṇna kotò wo iṭta hì ni wa taiheṇ dà.
Se lo dirà davvero saranno guai.
Mi è stato detto da poco che il mio accento è peggiorato, devo rimettermi al lavoro!! XD
Sarà anche il caso che in uno dei prossimi post riproponga il mio sistema di romanizzazione del giapponese, dato che ho apportato qualche modifica sostanziale dalla mia prima proposta di qualche anno fa.
E promesse di ripresa, stavolta, non ne faccio.
Sappiate solo che questo blog, morto, ancora non lo è. Rantola, ma vive.
Mi verrebbe da dire "come chi lo scrive" ma non voglio portarmi sfiga.
では。
Gli esempi sono presi da:
小森法孝(1987)『日本とアクセント教室』新水社
Kòmori Norìtaka, 1987, Nihôṇgo âkusento-kyṓshitsu, Shiṇsùisha
mercoledì, 17 ottobre 2007
Não há normas. Todos os homens são excepções a uma regra que não existe.
[Non ci sono norme. Tutti gli uomini sono eccezioni a una regola che non eiste]
規範なんてない。人間はみんな、存在しない規則の例外である。 (traduzione mia)
Fernando Pessoa, La divina irrealtà delle cose - Aforismi e dintorni, Firenze, Passigli Editori, 2004.
...questo blog posso anche fare lo sforzo di aggiornarlo.
Chissà che sia la volta buona che.. (ah, i buoni propositi... )
Ammesso e non concesso che riprenderò più o meno costantemente, d'ora in avanti mi prenderò tutte le libertà che voglio. Quindi, malgrado il titolo, che tuttavia non cambierò, non si parlerà per forza di linguistica. Anzi.
Ho voglia di trash.
giovedì, 26 gennaio 2006
Ma che domande! Da sinistra a destra e dal basso verso l'alto!! 駆込乗車はおやめください Kakekomi-jóusha wa o-yame-kudasài "Si prega di non catapultarsi nelle vetture un secondo prima che si chiudano le porte"
giovedì, 08 dicembre 2005
Quello che non ho fatto, ma che forse sarebbe stato il caso di:
昼夜寝ずに勉強する chùuya nezuˉnì benkyou-suruˉ studiare giorno e notte
L'esame è stato il quattro, ma il rilascio cerebrale alla coscienza degli errori che ho fatto ha iniziato a farsi sentire sporadicamente solo a partire dal pomeriggio del cinque. "No!!" alle due. "Cazzo!!" alle quattro e un quarto, "Ma porca..!!" alle sette. Belle cose. Paricolarmente pesante la prova di ascolto (choukaiˉ 聴解). 45 minuti di pura spremuta di cervello e attenzione. Sembrava non dovesse finire mai. Nel complesso è stata un'esperienza che mi ha insegnato molto, tra cui che:
足が無くなった ashì ga nakunattaˉ [esercizio della prima parte, Kanji e lessico] |
oltre a significare "aver perso una gamba" significa anche "essere rimasto a piedi", "non avere più i mezzi per andare da qualche parte". Ashì, infatti, oltre a "piede" ha anche il significato di "mezzo di trasporto". Altre espressioni:
足の便がいい/悪い ashî no bèn ga ìi/warùi essere bene/male servito dai mezzi pubblici (detto in riferimento a un luogo)
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Risultati a metà febbraio. Sperem ben!
giovedì, 01 dicembre 2005
L'espressione corrispondente al nostro "far finta di + inf" è resa solitamente in giapponese dalla costruzione (~する)振りをする furiˉò suruˉ (lett. "comportarsi come se")1. Fanno eccezione i due casi seguenti, in cui è disponibile un sostantivo in cui è lessicalizzata la "finta", per cui è sufficiente "usare" tale "finta":
仮病を使う kebyouˉò tsukauˉ Darsi/fingersi malato (lett. "usare la finzione-di-essere-malati")
居留守を使う irusuˉò tsukauˉ Far finta di non essere in casa (lett. "usare la finzione-di-non-essere-in-casa")
A voi la scelta. ;)
1 nel caso del verbo 知る shiruˉ "sapere/conoscere", oltre alla forma 知らない振りをする shiranaiˉfuriˉò suruˉ (far finta di non conoscere/sapere) esiste anche l'espressione contratta 知らん振り(を)する shirànpuri-(o)-suru. Con lo stesso significato esistono inoltre le seguenti due espressioni idiomatiche e un verbo:
知らん顔をする shirànkao o suruˉ Far finta di non conoscere/sapere/vedere (lett. "fare la faccia di quello che non sa")
白を切る shìra o kìru Far finta di non conoscere, fare lo gnorri/l'ingenuo
しらばくれる shirabakurèru Far lo gnorri/l'ingenuo, far finta di non conoscere
martedì, 22 novembre 2005
L'ho ritrovata in un esercizio di preparazione al Nôuryoku-shikèn̄ dopo averla già incontrata in passato non ricordo più dove. È un modo elegante per dire "dovunque", "in ogni parte del mondo", oltre che avere il senso più letterale riportato qui sotto:
洋の東西で yòu no tòuzai de "a Oriente e a Occidente" |
洋の東西を問わず yòu no tòuzai wo towazuˉ "sia in Oriente che in Occidente" |
Deriva dai termini 東洋 tòuyou "oriente" e 西洋 sèiyou "occidente", in cui è stato "raccolto" lo 洋 yòu "una delle due parti in cui è suddiviso longitudinalmente il mondo":
(東洋・西洋) = 洋 (東・西) = 洋の東西C'è equilibrio, leggereza e distribuzione. Mi piace.
lunedì, 21 novembre 2005
Da qualche tempo ormai le mie tendenze autistiche si stanno indirizzando per lo più alla ricerca di un'efficace sistema di traslitterazione del giapponese in caratteri latini. Chi ha letto il post di ieri si sarà probabilmente chiesto che diavolo significano quegli accenti e lineette nella traslitterazione dell'indovinello. Credo quindi sia il caso di pubblicare il mio personale sistema di roomanàizu ローマナイズ (altresì detta rôomâ-ji-kaˉ ローマ字化, "traslitterazione in caratteri latini"), soprattutto in quanto d'ora in avanti sarà quello che utilizzerò nei miei post.
Per quanto riguarda la traslitterazione dei fonemi giapponesi mi attengo alle specifiche del sistema Hepburn (Hebon̄-shikiˉ ヘボン式), con l'aggiunta dei seguenti accorgimenti:
四つ仮名 yotsuganaˉ (i "quattro kana") ず e づ sono rispettivamente zu e dzu. じ e ぢ sono rispettivamente ji e dji. La differenza nella traslitterazione è intesa al puro scopo di poter risalire dalla traslitterazione all'effettiva resa in kanaˉ e non di voler evidenziare una differenza nella pronuncia, che di fatto non sussiste.長音 chòuon (vocali lunghe) Nel caso di o ed e lunghe, si traslittera basandosi sulla grafia utilizzata quando il termine in questione viene scritto in kanaˉ . In tutti gli altri casi e per le parole in katakàna si ripete la vocale da allungare:
[o lunga] 昨日 (きのう) → kinòu 通る (とおる) → tòoru ローマ → ròoma
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[e lunga] 経済 (けいざい) → kèizai お姉さん (おねえさん) onèesan̄ ゲーム → gèemu |
促音 sokùon (geminate) Si raddoppia il suono della consonante preceduta dal piccolo tsu (quando segue un gruppo consonantico si raddoppia solo la prima consonante).
よかった → yòkatta 抹茶 (まっちゃ) → macchaˉ (e non *matchaˉ)
撥音 hatsùon (n moraica) ん è resa con un trattino sopra la n (n̄).
Composti e derivati i termini costituenti sono separati da un trattino (-)
電子辞書 dên̄shi-jìsho dizionario elettronico
待っていてください。 màtte-ite-kudasai Può aspettare qui?
可能性 kanou-seiˉ possibilità
Elisione la caduta di more viene indicata con l'apostrofo (')
食べてる tàbête-'ru sto mangiando
僕んち bòku n̄ 'chi casa mia (da me) Accento Per quanto riguarda l'indicazione dell'accento, ho scelto i seguenti diacritici: - Termine accentato (起伏式 kifûku-shikiˉ): la vocale nucleare della sillaba accentata è indicata dall'accento grave (`). - Termine piano (平板式 heiban̄-shikiˉ): è seguito da una lineetta alta (ˉ).
Cambiamento d'accento In giapponese l'accento, purtroppo, non se ne sta fermo. Nei composti e nelle forme flessive di verbi e aggettivi si sposta in altre sillabe, appare dove non c'era o scompare del tutto (ovviamente seguendo regole abbastanza precise ;-). Per fare in modo che sia sempre possibile risalire alla posizione originaria dell'accento ho optato per:
a) segnalare la sillaba da cui l'accento è scomparso (neutralizzazione) o si è mosso (spostamento) tramite accento circonflesso (^). Pertanto, nei composti, se il primo componente non ha alcun accento circonflesso significa che si tratta di un termine piano:
~Spostamento~ (in rosso la sillaba dalla quale si è mosso l'accento)
食べる tabèru mangiare |
→ |
食べている tàbête-iru sto mangiando |
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信じる shin̄jìru credere |
→ |
信じられない shin̄jîrarènai non poterci credere |
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文化 bùnka cultura |
→ |
文化財 bûn̄kà-zai beni culturali |
~Neutralizzazione~ (in rosso la sillaba che perde l'accento)
能力 nòuryoku capacità |
+ |
試験 shikèn̄ esame |
= |
能力試験 nôuryoku-shikèn̄ esame attitudinale |
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言語 gèn̄go lingua |
+ |
能力 nòuryoku capacità |
= |
言語能力 gên̄go-nòuryoku competenza linguistica |
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検定 ken̄teiˉ idoneità |
+ |
試験 shikèn̄ esame |
= |
検定試験 ken̄tei-shikèn̄ esame d'idoneità |
b) mantenere l'indicazione del diacritico (ˉ) per quei termini piani che in composto o per altri motivi prendono un accento:
人間 nin̄gen̄ˉ umano |
+ |
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= |
人間関係 nin̄gen̄-kàn̄keiˉ relazioni umane |
国語 kokugoˉ lingua giapponese |
+ |
辞典 jiten̄ˉ dizionario |
= |
国語辞典 kokugo-jìten̄ˉ dizionario di giapponese |
水しかなかったんだ。 mizùˉ shika nàkatta n̄ da. Non c'èra altro che acqua. (la posposizione shika accentua l'ultima sillaba del termine che la precede se questo è piano)
Queste in breve le indicazioni generali per interpretare correttamente le mie traslitterazioni. E adesso vado a letto, che è ora.
domenica, 20 novembre 2005
Gente di Fase Sakutariana (vedi "links" a lato) mi sfida via cellulare a risolvere un indovinello giapponese. L'ho trovato caruccio caruccio e quindi ve lo propongo. Eccolo:
部屋に3さいと5さいと7さいの子供が集まると何さいになる? [Heyà ni sàn̄-sai to gò-sai to nânà-sai no kodomoˉgà atsumàru to nàn̄-sai ni nàru?]
Avvincente, vero? Sul piano più prettamente linguistico, è affascinante soprattutto quel suffisso -sai "anni di età", in tutta la sua regolarità accentuale. Felicità, l'accento cade inesorabilmente sulla sillaba che lo precede. Facile facile da ricordare. Chi ha mai dato un'occhiata alle tavole degli accenti dei classificatori di certo capirà il perché della mia contentezza. Della stessa compagnia i seguenti suffissi:
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-bu (部 sezioni)
-byou (秒 secondi)
-fun̄/pun̄ (分 minuti) -gyou (行 righe) -ho/po (歩 passi) -ji (時 ore) -ji (字 caratteri)
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-ka (課 unità/lezione) -ken̄ (軒 edifici) -ko (個 classificatore generico) -mei (名 persone) -ton̄ (トン tonnellate) -tou (頭 animali grandi) -wa (羽 uccelli) |
Un passo alla volta (一歩ずつ ìppo-zutsu), e chissà che prima o poi anche i cassificatori diventino miei amici...
Ah, la soluzione dell'indovinello? la trovate tra i commenti al post.
mercoledì, 09 novembre 2005
Una bellissima giornata di sole. Dai, andiamo a pescare sabato, speriamo non piova. Discutendo di questo e altro, dopo pranzo, accompagno un amico giapponese alla segreteria studenti del daigakù-in 大学院1. Tra i tanti volantini un fascicoletto sul'AIDS. Tema non tabù, ma di cui non si sente parlare molto in Giappone (a meno che non si frequentino certi ambienti). Sono colpito piacevolmente. Mi piace pensare che l'università dia una mano alla campagna di informazione e sensibilizzazione sull'HIV e, aprendo il libretto, anche sulle altre malattie venèree. Faccio per intascarlo -materiale perfetto per imparare come si dice, che ne so, clamidia o altro- quando leggo le voci della legenda del grafico a linee a zig-zag che risalgono la diagonale della copertina indicando l'aumento progressivo delle infezioni negli ultimi anni. Eccola:
日本人男性 [nihonjîn-dànsei]
Japanese males
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外国人女性 [gaikokûjin-jòsei] Non-Japanese females |
日本人女性 [nihonjîn-jòsei] Japanese females
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外国人男性 [gaikokûjin-dànsei] Non-Japanese males |
Shock!! Oppure dovrei dire naruhodo! ("ma certo! com'è che non c'ho pensato!!")! Quando si parla di AIDS sembra che l'iper-coscienza raziale giapponese l'abbia vinta, e così gli stranieri, quelli che solitamente sono in traduzione foreigners, diventano Non-Japanese. Ma in effetti, quando si viene a trattare di certi argomenti, quale criterio di distinzione più importante se non la giapponesità? Shock (ma nemmeno tanto, purtroppo).
1 Studi specialistici postlaurea. È composto dai 2 anni dello Shûushi-kàtei 修士課程 (Master) e dai 3 di Hâkase-kàtei 博士課程 (Dottorato).
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